Ammortamento alla francese: ultime sentenze

Il mutuo alla francese, benché più oneroso, ha il vantaggio di rendere la rata, in assenza di variazione dei tassi (se si tratta di mutuo a tasso variabile), sempre uguale a se stessa. Il sistema di ammortamento alla francese non comporta alcun anatocismo, atteso che nella prima rata, gli interessi si calcolano sulla somma concessa a mutuo e, in ciascuna delle rate successive, la quota degli interessi viene computata sul debito residuo del periodo precedente costituito dalla quota capitale ancora dovuta.

Tribunale Brescia sez. II, 28/01/2020, n.189

La tesi secondo cui il piano d’ammortamento alla francese, come in generale ogni piano di rimborso rateale dei mutui, includerebbe l’anatocismo, con conseguente violazione dell’art.1283 c.c. e dell’art.6 della delibera CICR 9.2.2000, è frutto di un’evidente incomprensione dei dati normativi e della finalità delle formule di matematica finanziaria sottostanti all’elaborazione dei piani d’ammortamento.

Tribunale Lucca, 07/11/2019, n.1566

E’ pienamente legittima la pratica del piano di ammortamento alla francese, non individuandosi in esso alcuna ipotesi di anatocismo, posto che pacificamente in tal caso l’interesse sul capitale residuo è calcolato secondo il metodo dell’interesse semplice e non composto (Trib. Pavia 25.1.2017).

Tribunale Pisa, 30/01/2020, n.112

In tema di mutuo, va escluso che il sistema di ammortamento alla francese possa essere di per sè illegittimo, in quanto ordinariamente gli interessi, computati periodicamente,  vengono calcolati solo sul capitale residuo del mutuo al periodo precedente e l’imputazione dei pagamenti prevalentemente in conto di interessi e solo in minima parte in conto capitale (nell’ammortamento “alla francese” la quota capitale è nelle prime rate molto bassa e cresce col tempo) risulta assolutamente rispondente alla regola prevista nell’art. 1194 c.c..

Tribunale Cosenza sez. I, 22/11/2019, n.2383

L’ammortamento alla francese utilizza la legge di sconto composto, unicamente al fine di individuare la quota capitale da restituire in ciascuna delle rate prestabilite, ossia la formula di c.d. “equivalenza finanziaria” che consente di rendere uguale il capitale mutuato con la somma dei valori capitale compresi in tutte le rate del piano di ammortamento (criterio che in alcun modo si pone in danno del mutuatario).

La suddetta formula non va ad incidere sul separato conteggio degli interessi che nel piano di ammortamento alla francese risponde alla regola dell’interesse semplice, posto che ad ogni scadenza temporale pattuita, la quota di interessi compresa in ciascuna rata è data dal prodotto tra il debito residuo alla medesima data e il tasso d’interesse, frazionato secondo la medesima ripartizione temporale di restituzione del capitale.

Il meccanismo sopra richiamato non produce, dunque, una capitalizzazione di interessi, poichè questi vengono comunque calcolati sulla quota di capitale via via decrescente per il periodo corrispondente a quello di ciascuna rata, e non anche sugli interessi pregressi; inoltre, alla scadenza della rata, gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota per interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, dove la rata è costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi, anch’essa predeterminata.

Tribunale Chieti, 04/11/2019, n.692

Il piano di ammortamento alla francese non comporta un’illecita capitalizzazione composta degli interessi – rimanendo una opzione legittima di costruzione delle rate. Difatti, costituisce un sistema graduale di rimborso del capitale finanziato, in cui le rate da pagare alla fine di ciascun anno sono calcolate in modo che esse rimangano costanti nel tempo, per tutta la durata del prestito.

Le rate comprendono, quindi, una quota di capitale ed una quota di interessi, le quali, combinandosi armoniosamente insieme, mantengono costante la rata periodica per tutta la durata del rapporto. Ciò è possibile in quanto la quota capitale è bassa all’inizio dell’ammortamento per poi aumentare progressivamente man mano che il prestito viene rimborsato.

Viceversa (e da qui la costanza della rata) la quota di interessi parte da un livello molto alto per poi scendere gradualmente nel corso del piano di ammortamento, perché gli interessi sono calcolati su un debito residuo inizialmente alto e poi sempre più basso in virtù del rimborso progressivo del capitale che avviene ad ogni rata pagata.

Tribunale Rieti, 01/10/2019, n.699

La legittimità del sistema di ammortamento alla francese rispetto al divieto di cui all’art. 1283 c.c. si ha anatocismo, soltanto se gli interessi maturati sul debito in un determinato periodo si aggiungono al capitale, andando così a costituire la base di calcolo produttiva di interessi nel periodo. Il c.d. ammortamento alla “francese” non comporta alcuna violazione dell’art. 1283 c.c. poiché gli interessi di periodo vengono calcolati solo sul capitale residuo e alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma pagati come quota interessi della rata di rimborso.

Tribunale Siena, 29/07/2019, n.824

La previsione di un piano di rimborso del mutuo graduale, con rata fissa costante, secondo il metodo di ammortamento “alla francese”, non comporta alcuna violazione dell’art. 1283 c.c. per i seguenti motivi: 1) gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo ancora da rimborsare, al netto di quello incluso nelle rate già scadute; 2) alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati o considerati quale quota interessi della rata di rimborso del mutuo, mantenendo autonomia rispetto al capitale; 3) oltre agli interessi sul capitale a scadere, la rata paga anche una quota del debito in linea capitale – quota man mano crescente con il progredire del rimborso – cosicché il pagamento a scadenza riduce il capitale che produce interessi in futuro: si verifica, cioè, un fenomeno di segno inverso rispetto alla capitalizzazione.

Tribunale Savona, 11/06/2019

Nel sistema di ammortamento alla francese gli interessi vengono calcolati sulla quota capitale via via decrescente e per il periodo corrispondente a ciascuna rata. Detto piano di ammortamento non comporta, quindi, né un’indeterminatezza del tasso di interesse, né un’illecita capitalizzazione composta degli interessi, ma soltanto una diversa costruzione delle rate costanti in cui la quota degli interessi e quella di capitale variano al solo fine di privilegiare nel tempo la restituzione degli interessi rispetto al capitale, in ossequio al principio previsto dall’art. 1194 c.c..

Tribunale Roma sez. XVII, 14/03/2019, n.5583

Nei contratti di mutuo è legittimo il piano di ammortamento alla francese poiché non producono alcun effetto anatocistico degli interessi  non operando un’illecita capitalizzazione composta degli interessi ma soltanto una diversa costruzione delle rate costanti in cui la quota degli interessi e quella di capitale variano al solo fine di privilegiare nel tempo la restituzione degli interessi rispetto al capitale.

Tribunale Roma sez. XVII, 12/03/2019, n.5456

Si deve escludere che l’opzione per l’ammortamento alla francese comporti, di per sé, l’applicazione di interessi anatocistici, perché gli interessi che vanno a comporre la rata da pagare sono calcolati sulla sola quota di capitale, e che il tasso effettivo sia indeterminato o rimesso all’arbitrio del mutuante, in quanto, nel metodo di capitalizzazione alla francese gli interessi vengono calcolati sulla quota capitale via via decrescente e per il periodo corrispondente a ciascuna rata, sicché non vi è alcuna discordanza tra il tasso pattuito e quello applicato e non vi è alcuna applicazione di interessi su interessi, atteso che gli interessi conglobati nella rata successiva sono a loro volta calcolati unicamente sulla residua quota di capitale, ovverosia sul capitale originario detratto l’importo già pagato con la rata o le rate precedenti.

Tribunale Pescara, 15/07/2019, n.1156

Nei mutui ad ammortamento alla francese, la formazione delle rate di rimborso, nella misura composita predeterminata di capitale ed interessi, attiene alle mere modalità di adempimento di due obbligazioni poste a carico del mutuatario, aventi ad oggetto l’una la restituzione della somma ricevuta in prestito e l’altra la corresponsione degli interessi per il suo godimento, che sono ontologicamente distinte e rispondono a diverse finalità; di conseguenza, il fatto che nella rata esse concorrano, allo scopo di consentire all’obbligato di adempiervi in via differita nel tempo, non è dunque sufficiente a mutare la natura nè ad eliminarne l’autonomia. In forza delle limitazioni previste, quindi, dall’art. 1283 c.c., la banca mutuataria non può pretendere il pagamento degli interessi moratori sul credito scaduto per interessi corrispettivi.

Tribunale Avezzano, 12/10/2019, n.477

In tema di mutuo, l’anatocismo si configura quando siano computati interessi sugli interessi scaduti, mentre nessuna capitalizzazione di interessi si verifica nell’ipotesi di mutuo con ammortamento alla francese, giacchè gli interessi sul capitale in un dato periodo non si sommano mai al capitale. Al contrario, gli interessi di periodo sono calcolati sul solo capitale residuo e alla scadenza della rata sono pagati in quota interessi con la rata di rimborso del mutuo.

Tribunale Rimini, 11/01/2020, n.13

L’ammortamento alla francese utilizza la legge di sconto composto, unicamente al fine di individuare la quota capitale da restituire in ciascuna delle rate prestabilite, ossia la formula di c.d. “equivalenza finanziaria” che consente di rendere uguale il capitale mutuato con la somma dei valori capitale compresi in tutte le rate del piano di ammortamento (criterio che in alcun modo si pone in danno del mutuatario).

La suddetta formula non va ad incidere sul separato conteggio degli interessi che nel piano di ammortamento alla francese risponde alla regola dell’interesse semplice posto che ad ogni scadenza temporale pattuita la quota di interessi compresa in ciascuna rata è data dal prodotto tra il debito residuo alla medesima data e il tasso d’interesse, frazionato secondo la medesima ripartizione temporale di restituzione del capitale.

Tribunale Parma, 11/03/2019, n.416

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