Pignoramento presso terzi: notifica dell’assegnazione senza precetto.

Sei un avvocato e il tuo cliente ti ha incaricato di procedere al recupero di alcuni crediti avanzati da una azienda. Sei riuscito a sapere presso quale banca il debitore ha il proprio conto corrente e, così, hai avviato un pignoramento presso terzi. Fortunatamente il conto era attivo, così hai potuto pignorare le somme che vi erano depositate. All’udienza citata, il giudice dell’esecuzione ha emesso l’ordinanza di assegnazione delle somme pignorate e finalmente, una volta richiesta la copia esecutiva, l’hai notificata alla banca affinché trasferisse, una volta per tutte, sul conto del tuo cliente, i soldi pignorati. Senonché, insieme all’ordinanza in forma esecutiva, hai notificato alla banca anche un atto di precetto, addebitando al terzo pignorato le spese della procedura. Secondo la banca, però, si tratterebbe di un abuso: non avendo avuto contezza, prima della notifica dell’ordinanza stessa, dell’assegnazione delle somme e, quindi, non essendo stata messa nella condizione di pagare “con le buone”, la banca non è tenuta a versare anche le spese legali. Insomma, nel caso di pignoramento presso terzi, la notifica dell’ordinanza di assegnazione deve avvenire senza precetto. Di contrario avviso sei invece tu, che non trovi da nessuna parte una norma che ti vieti di notificare, insieme al titolo esecutivo, anche l’atto di precetto. Chi dei due ha ragione? La risposta è stata data da una recente sentenza della Cassazione [1573/18 del 23/01/2018].

La Suprema Corte richiamando orientamento consolidato, ha chiarito che l’ordinanza con la quale il Giudice dell’esecuzione assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato, costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell’assegnatario, ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell’ordinanza di assegnazione. La conseguenza è abbastanza chiara: nell’ambito di una procedura di pignoramento presso terzi, l’ordinanza di assegnazione delle somme può essere notificata con il precetto ma, in tal caso, non può essere richiesto il pagamento delle spese legali. Le ragioni sono di facile comprensione.

Già l’anno scorso la Cassazione aveva affermato il medesimo principio [19986/2017]: il creditore procedente può comunicare l’ordinanza di assegnazione al terzo oppure può notificargliela in forma esecutiva; ma, in quest’ultimo caso, non può notificare  contestualmente il precetto [risultando inapplicabile il disposto dell’art. 479 cod. proc. civ., co. 3]. Qualora, ciò nonostante, dovesse farlo e quindi notificasse l’ordinanza di assegnazione in forma esecutiva insieme all’atto di precetto, senza prima comunicare la medesima ordinanza al terzo pignorato, le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente e non invece del terzo.

In termini più concreti, il terzo pignorato che venga a sapere dell’assegnazione delle somme solo con l’ordinanza in formula esecutiva notificatagli dal creditore insieme al precetto non è tenuto a pagare le spese legali dell’atto di precetto stesso. Può pertanto opporsi a tale vizio mediante opposizione all’esecuzione.

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