Mutui, tre fondi a sostegno di chi non riesce a pagare le rate.

Si parla sempre più spesso di mutui ipotecariespropriazioni della banca senza passare dal giudice e pignoramenti immobiliari: il tema è d’attualità per via dell’imminente attuazione della direttiva europea sul credito ipotecario n. 2017/17 che dovrebbe consentire alla banca di mettere in vendita la casa del debitore dopo il mancato pagamento di 18 rate, e sempre che il contratto di finanziamento sottoscritto dal cliente preveda detta possibilità.  A ciò si aggiunge anche l’imminente riforma del processo civile che vuol ridurre, in tutto, a quattro gli esperimenti d’asta, l’ultimo dei quali “a prezzo libero”, oltre i quali il procedimento si chiude per sempre.

L’attuale normativa, invece, stabilisce, in buona sostanza, che la banca può sempre agire con atto di precetto e pignoramento, anche in caso di minima morosità; ma solo dopo sette rate non versate o 180 giorni di ritardo può andare davanti al giudice e chiedere la risoluzione del contratto, con conseguente obbligo del mutuatario a restituire l’intero importo in un’unica soluzione.

Al di là di queste regole – che stabiliranno una sorta di spartiacque tra vecchi e nuovi mutui – a tutti i contratti, al di là della data di sottoscrizione, si applicano le agevolazioni sociali attualmente previste per i pagamenti in difficoltà. Il ministero delle Finanze e l’Associazione bancaria italiana negli ultimi anni hanno approvato una serie di misure per venire incontro a chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo prevedendo agevolazioni su tre livelli. Vediamoli qui di seguito.

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