Microcredito 5 Stelle, CasaPound critica il decreto: Nessun aiuto concreto alle piccole imprese

Andando ad analizzare le modalità di concessione del ‘microcredito’ ci si accorge che quello che doveva essere un aiuto economico per l’accesso al credito a cittadini in difficoltà, in Abruzzo, finisce per trasformarsi in un incubo. E’ Michele Di Censo, responsabile del progetto ‘Nemica Banca’ sportello creato da CasaPound Italia a tutela dei cittadini verso banche e finanziarie, ad illustrare le problematiche relative all’erogazione del ‘Microcredito 5 Stelle’ in Abruzzo. Il ‘Microcredito Movimento 5 Stelle’  prevede l’aiuto alle piccole imprese e artigiani che hanno difficoltà di accesso al credito non prevedendo richieste di garanzie reali, assicurative e bancarie ed attraverso una procedura completamente gratuita. Ma, nel momento in cui un piccolo imprenditore richiede il microcredito, emerge come in Abruzzo, dove gli imprenditori sono obbligati a richiedere l’ammissione al fondo tramite Confidi, quest’ultima richieda € 250,00 a titolo di quota di capitale sociale, € 400,00 a titolo di ‘una tantum’ quale ulteriore sottoscrizione di quote capitale sociale della Cooperativa ed € 1.125,00, equivalente al 4,50% dell’importo del prestito, quale contributo in conto gestione. Inoltre, le banche, che si fanno promotrici dell’accesso al microcredito, per poterlo erogare richiedono, nonostante la normativa preveda che sulla parte garantita dal Fondo non possano essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie, non solo una firma da parte di un eventuale garante ma, a supporto, anche 2 cambiali per un importo garantito del 125%. Alla luce di tutto questo, riteniamo che richiedere un finanziamento ‘normale’ presso un qualsiasi istituto di credito risulti molto più conveniente, efficiente e diretto rispetto al ‘Microcredito 5 Stelle’. A fronte di quanto rilevato invitiamo gli esponenti regionali del Movimento 5 Stelle a fornire spiegazioni non solo a noi, ma anche ai vari piccoli imprenditori, sui vantaggi di un decreto che non fa nient’altro che avvantaggiare cooperative e gruppi finanziari.

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